mercoledì 6 luglio 2011

Sabato 17 e domenica 18 settembre tutti ad ASLAN, il ruggito dell'identità



Sabato 17 e domenica 18 settembre a Monza, presso il Binario 7, si celebrerà ASLAN la prima la festa identitaria delle comunità militanti lombarde.


ASLAN, il Grande Leone delle cronache di Narnia, la saga di sette romanzi fantastici scritta dall'inglese C. S. Lewis è un simbolo di speranza, di risveglio, di giustizia, ma è anche guida di una comunità ed esempio.

ASLAN è la due giorni di formazione dell’associazionismo che guarda a... destra; è la continuazione ideale dei Campi Hobbit e dei Campi Base. Uno spazio libero, un laboratorio politico a cielo aperto, una palestra di vita.

ASLAN è un luogo per gli appassionati della Politica, quella con la P maiuscola che si pone domande ed elabora risposte pensando non già alle prossime elezioni ma alle prossime generazioni.


Anni fa abbiamo deciso di salpare in mare aperto nella speranza di costruire una nuova esperienza politica per cambiare l’Italia, ripulendola dalle tante brutture della prima repubblica.


Oggi tanti di quei sogni sembrano svanire, tra sconfitte elettorali, strutture di partito inesistenti e un correntismo esasperato che non è confronto di modelli culturali ma scontro per l'acquisizione di potere.


Oggi tanti di quei sogni sembrano arrendersi a nuove e vecchie parole d’ordine: mercatismo, omologazione, relativismo, buonismo e carrierismo.


Persino il movimento giovanile, un tempo casa comune e unica certezza, sembra in balia di sterili giochi di potere e immobilismo. Di fronte a ciò riteniamo essenziale il ritorno ai valori comunitari e identitari, unica via di uscita da questa crisi, non solo economica, che investe ogni ambito della nostra vita.


Il ritorno ad una politica che detti le regole all’economia, e non viceversa, mettendo al centro i popoli e non il mercato.


Il ritorno ad un’idea di Europa libera da ogni sudditanza e unita da un comune destino.


Il ritorno ad un sano amore per la nostra patria che cancelli ogni egoismo.


A settembre a Monza ad ASLAN si dibatterà di tutto questo.



TI ASPETTIAMO !

giovedì 9 giugno 2011

COMUNICARE LO SVILUPPO

Le politiche economiche adottate dall’Italia nel corso dell’ultimo trentennio hanno privilegiato la difesa dei benefici sociali conquistati durante il boom registrato dal Paese nel secondo dopoguerra.

Si tratta, quindi, di diritti conquistati in un periodo di crescita a due cifre che si è protratto fin quasi alla fine degli anni Sessanta. La loro difesa è iniziata a partire dagli anni Settanta, quando hanno iniziato ad alternarsi fasi di recessione e fasi di crescita reale ridotta, consentendo di proteggere la generazione dei baby boomers con risultati eccellenti in termini di allungamento della durata e di miglioramento della qualità della vita.

La combinazione tra un mondo del lavoro caratterizzato da una forte regolamentazione, la stagnazione del reddito e la minore propensione, o capacità, al risparmio ha generato nel lungo termine problemi rilevanti per il nostro sistema-Paese. Anzitutto non ha permesso allo Stato di avere a disposizione le risorse adeguate per favorire l’ingresso delle nuove generazioni nel mondo del lavoro. In secondo luogo ha ostacolato il consolidamento della posizione di forza guadagnata dal Paese nell’ambito di uno scenario tanto anarchico, quanto mutevole, come quello internazionale. Infine ha contribuito ad erodere l’idea di coesione sociale e di solidarietà nazionale, nonché la percezione di sicurezza della nostra comunità.

La crisi strutturale del modello socio-economico occidentale impone all’Italia di alimentare un ampio dibattito sull’analisi delle cause della crisi. Questo dovrà risultare scevro dagli ideologismi e orientato dal concetto di interesse nazionale, con il chiaro scopo di tracciare le linee guida per salvaguardare il ruolo significativo che l’Italia ha tradizionalmente occupato nel consesso degli Stati.

mercoledì 26 gennaio 2011

L'ASSOCIAZIONE ARCADIA ADERISCE AL COMITATO 10 FEBBRAIO

Il “Comitato 10 Febbraio” nasce in concomitanza con la prima celebrazione della “Giornata del Ricordo dei martiri delle foibe e degli esuli istriani, giuliani e dalmati”.

Finalmente dopo troppi decenni di oblio il Parlamento italiano ha approvato la legge di istituzione della “Giornata del ricordo”, restituendo così dignità alla memoria delle migliaia di italiani trucidati barbaramente sul confine orientale e dei 350.000 connazionali costretti all'esilio dalle terre natie di Istria, Fiume e Dalmazia per sfuggire alla repressione dei partigiani del Maresciallo Tito e alla sistematica pulizia etnica attuata nei confronti dei cittadini italiani.


Tra pochi giorni la Repubblica Italiana celebrerà ufficialmente questa ricorrenza, e questa dovrà essere l'occasione per dimostrare che la storia non può e non deve essere strumento di lotta politica, ma parte integrante della cultura e della tradizione di un popolo, senza amnesie né colpevoli dimenticanze.

A tal proposito il “Comitato 10 febbraio” nasce per creare una sinergia tra tutti coloro i quali intendano celebrare la giornata del ricordo, sensibilizzando le migliaia di italiani che pur non avendo letto questa storia sui loro libri di testo, sono consapevoli di come un popolo che dimentica i suoi martiri non possa considerarsi tale.

Il Comitato - al quale si inviteranno ad aderire Associazioni, movimenti, organizzazioni giovanili di partito e non, sindacati, enti locali e personalità del mondo della politica, della cultura e dello spettacolo, dello sport - si prefigge di:

• pubblicizzare le iniziative in programma per le celebrazioni del 10 Febbraio;

• sostenere la Amministrazioni locali nell'organizzazione e nel coordinamento di iniziative volte a dare la massima diffusione e conoscenza alla “Giornata del Ricordo”;

• raccogliere le adesioni di importanti personalità del mondo dell'arte, dello spettacolo, della cultura, dello sport, dell'economia e della politica al fine di divulgare presso il più vasto pubblico l'importanza delle celebrazioni del 10 Febbraio;

• diffondere presso le giovani generazioni, attraverso i canali della scuola e dell'università, la memoria della tragedia dell'esodo e del genocidio degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia;

• redigere e pubblicare volumi di approfondimento, filmati e mostre tematiche.

In occasione delle prossime celebrazioni il Comitato produrrà un grande quantitativo di spille tricolori che diventeranno il simbolo di riconoscimento per tutti quegli italiani che vorranno con questo semplice gesto ricordare il 10 Febbraio, siano essi cittadini comuni o personalità.

Attraverso lo strumento della spilla tricolore, il Comitato si prefigge l'obiettivo di creare un meccanismo di condivisione, di partecipazione e di moltiplicazione del messaggio affinché questo possa raggiungere quanti più italiani possibile.

CONFERENZA: Afghanistan un impegno “necessario”

Dopo la conferenza del 10 gennaio 2011 Afghanistan un impegno “necessario” presso la sala Maddalena del comune di Monza riportiamo un estratto delle riflessioni di Gabriele Natalizia dei circoli Nuova Italia sullo stesso tema:

Morire per Kabul? È dai tempi di Kipling che l’Occidente riflette sulla necessità di investire risorse umane ed economiche nel tentativo di pacificare l’Afghanistan. La risposta dell’alfiere della strategia geopolitica britannica era affermativa. L’unica eccezione mossa da Kipling era che al sacrificio di ogni soldato dovesse corrispondere allo sforzo di salvarne a tutti i costi l’onore militare, messo a repentaglio dall’assenza di ogni genere di norme in combattimenti con gruppi tribali che, pur non essendo organizzati nei ranghi di un esercito regolare, avevano saputo ottimizzare il “fattore territorio” ai danni della superpotenza del XIX secolo.

La storia ci racconta che, alla fine di quasi un secolo di “grande gioco” con la Russia e tre guerre anglo-afghane (1839-1842, 1878-1880, 1919), la Gran Bretagna si arrese a concedere progressivamente l’indipendenza all’Afghanistan. Una terra che dopo essere stata al centro di un’intricata partita a scacchi con i servizi segreti e le truppe dei Romanov il cui palio era il controllo sulla perla dell’Impero, l’India, fu trasformata in una sorta di “zona cuscinetto” tra i possedimenti britannici e i territori controllati dai Romanov. Un nuovo Stato ufficialmente indipendente tanto da Londra, quanto da Mosca, era nato nel cuore dell’Asia centrale.

La campagna di Afghanistan assunse effettivamente questo aspetto determinante nell’ambito della contesa iniziata a Jalta mezzo secolo prima ma, a dispetto delle previsioni, in favore di Washington. La lotta senza esclusione di colpi e il “fattore territorio” avevano nuovamente favorito le milizie locali, questa volta supportate dall’assistenza tecnica, economica e militare di Stati Uniti, Pakistan e Arabia Saudita: dopo dieci anni di guerra per il Cremlino non aveva più alcun significato “morire per Kabul”.

Lo stesso quesito si pone oggi agli Stati occidentali impegnati nell’International Security Assistance Force, nata nel dicembre 2001 nel contesto dell’Alleanza atlantica. L’obiettivo della missione Isaf è stato fissato nel fornire sostegno all’azione di governo della Repubblica Islamica di Afghanistan, sostenere il consolidamento dell’ordine sociale e politico e combattere le forze insorgenti dei talebani e dei mujaheddin di al Qaeda. Dal 2001 in Italia, come in molti altri paesi che vi hanno aderito, il dibattito sulla missione è rimasto sempre aperto, così come non sono mai cessate le citazioni alle sconfitte dei grandi imperi del passato.

Al momento sia gli afghani che le forze della coalizione Isaf, nonostante le divergenze, hanno degli interessi in comune. Ma questo minimo comun denominatore risulta spesso ignorato, o frainteso.

Il contributo italiano sembra essere destinato a terminare solo quando sarà eliminata una tra le principali cause del disordine internazionale, nonché garantito alla popolazione afghana il diritto di vivere in condizioni di pace. Come sottolineato da La Russa «abbiamo fatto ipotesi ma quello che è certo è che non abbiamo la minima intenzione di ritornare a casa prima che la missione sarà conclusa. Andremo via quando gli organismi internazionali lo decideranno».

giovedì 25 novembre 2010

LA BRIANZA CELEBRA IL GIORNO DELLA LIBERTA'

L’associazione Arcadia per celebrare il Giorno della libertà, il 9 Novembre 2010, nel rispetto della legge n. 61 del 15 Aprile 2005, ha presentato l'iniziativa OLTRE IL MURO, UNA NUOVA SPERANZA.

L’idea che ha mosso il progetto di quest’anno è stata celebrare i 21 anni della caduta del Muro di Berlino utilizzando una molteplicità di strumenti mediatici e multimediali, passando dal cartone, al forex fino al dvd.

Un muro dell'altezza di circa 3 metri è stato eretto dando evidenza del motivo delle celebrazioni, sensibilizzando tutti i passanti ad un momento di riflessione sul GIORNO DELLA LIBERTA'.



E' stata esposta a Vedano ed a Vimercate la Mostra tematica sulla Germania divisa dal Muro della Vergona, fino alla sua caduto il 9 novembre 1989.

E' stato proiettato presso gli istituti superiori anche il DVD sulla vicenda del Muro dalla sua costituzione fino alla caduta.


COMUNICARE LA SICUREZZA


Il concetto di sicurezza ha un valore esclusivamente pratico-fattuale o può avere anche un risvolto culturale-teorico? È questa la riflessione da cui ha preso le mosse la conferenza “Comunicare la sicurezza”, organizzata dalla Fondazione Nuova Italia.

Sulla risposta non è sembrato ci fossero troppi dubbi. Gli interventi dei relatori in programma hanno avvalorato la seconda opzione, delineando il modello seguito dall’Amministrazione comunale.

Secondo i relatori la sola dimostrazione empirica dell’incremento delle forze dell’ordine nelle strade e degli interventi effettuati per sanare le situazioni uscite fuori dal controllo dello Stato rappresenterebbe la semplice costatazione dell’assunzione di palliativo dagli effetti sociali dubbi.

Il tentativo di ripristinare l’ordine, nella prospettiva emersa nel corso dei lavori, deve necessariamente risultare legato a doppio giro ad una politica di confronto con i cittadini improntata sulla creazione di canali comunicativi omogenei e di una percezione della realtà condivisa.

Per tale ragione secondo Salvatore Santangelo, Direttore del Centro Studi della Fondazione, un luogo «non diviene effettivamente sicuro finché non viene percepito come tale dalla comunità che lo abita». Una posizione seguita da una citazione piuttosto insolita, almeno in una cornice politica vicina al Pdl.

Al dibattito è intervenuto anche il Sottosegretario all’Interno Alfredo Mantovano, che non ha mancato di stigmatizzare l’episodio del bazooka lasciato di fronte al Tribunale di Reggio Calabria. Per il Sottosegretario «non si tratta di una semplice intimidazione, ma dell’ennesima conferma della guerra dichiarata dalla ‘Ndrangheta contro lo Stato e tutte le sue articolazioni». Una dichiarazione che conferma la volontà di trattare il fenomeno della criminalità organizzata calabrese alla stregua di quanto fatto negli anni Novanta con la Mafia in Sicilia, costatando gli elementi di contatto evidenti come la struttura verticale dell’organizzazione e la ramificazione delle sue attività su tutto il territorio nazionale. Le duecentocinquanta perquisizioni eseguite a partire da ieri mattina, ha ricordato Mantovano, dimostrano che «come accaduto in passato al cospetto di atti simili, la risposta delle istituzioni non si farà mai attendere».

A chiusura dell’incontro è arrivato anche il commento del Sindaco di Roma Gianni Alemanno, che ha ribadito la stretta interdipendenza che intercorre tra il concetto di sicurezza e quello di comunicazione. «I nostri cittadini hanno bisogno sia di un incremento effettivo della sicurezza nelle strade, che di una cassa di risonanza capace di offrire il giusto risalto ai casi in cui l’ordine è stato ristabilito o di metterli in guardia laddove permangano situazioni border line».

A CASSINO PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO


Ritorna Orizzonte di valori. In vista di questo appuntamento ci sentiamo in dovere di declinare il significato del nome con cui abbiamo scelto di tenere a battesimo la scuola di formazione dedicata alla futura classe dirigente del nostro Paese. È, anzitutto, necessario riflettere sul significato semantico dei termini “orizzonte” e “valore”. Occorre poi prendere in considerazione sia le interpretazioni potenzialmente disfunzionali di questi termini, che quelle cui, al contrario, desideriamo ispirare la nostra attività politica.

Per “orizzonte” si intende la “linea circolare apparente che segna ai nostri occhi l’incontro del mare o della terra con il cielo”. Si tratta di un concetto che contiene in nuce l’idea di lontananza e di profondità prospettica. Il rischio di un malinteso rapporto con l’orizzonte è che le nostre azioni possano perdere il contatto con un obiettivo di lungo periodo, che può sembrare tanto lontano da trasformarsi in utopia risultando, di conseguenza, scollegato dalla pratica politica quotidiana.

Per “valore” nelle lingue romanze si è inteso la “somma di forza, coraggio e virtù”. Il rischio comportato dalla distorsione economicista del concetto, che ha trasformato questo termine in uno strumento di misurazione quantitativa del bene e del male, è che l’azione fondata sulla base dell’assolutizzazione dei valori segua il principio secondo cui in nome della loro affermazione nessun prezzo da pagare sia mai troppo alto.
Dobbiamo, quindi, guardarci bene da non cadere in una trappola solo apparentemente legata ad un gioco di parole.

Il nostro “orizzonte” deve essere ben visibile e, in quanto tale, sempre in grado di presentarci chiaramente l’obiettivo finale verso il quale è necessario concentrare ogni sforzo.
I nostri “valori” devono rappresentare l’elemento distintivo della comunità politica cui apparteniamo, costituendo una forza magnetica grazie alla quale attirare l’intera società italiana.

IL GIORNO DEL RICORDO ANNO 2010



10 FEBBRAIO: PER CELEBRARE DEGNAMENTE IL GIORNO DEL RICORDO

….Non piangere per me. Non mi sono mai sentito così forte come in questa notte di attesa, che è l’ultima della mia vita. Tu sai che io muoio per l’Italia. Siamo migliaia di italiani, gettati nelle Foibe, trucidati e massacrati, deportati in Croazia, falciati giornalmente dall’odio, dalla fame, dalle malattie, sgozzati iniquamente. Aprano gli occhi gli italiani e puntino i loro sguardi verso questa martoriata terra istriana che è e sarà italiana…..

(Anonimo italiano)

Legge 30 marzo 2004, n.92

Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.

L'Associazione Arcadia dona LIBRI PER IL FONDO PERTAN, il fondo dedicato alle biblioteche italiane d'Istia, Fiume e Dalmazia, creato con la collaborazione del Comitato 10 Febbraio:

LE NOSTRE PROPOSTE PER CELEBRARE IL GIORNO DEL RICORDO:

-Proiezione dvd “Il giorno del ricordo: dall’Esodo dalata-istriano ad una memoria condivisa del dramma delle foibe”

Conferenza al termine della proiezione

VIDEO: DURATA 60 MINUTI


- Allestimento, montaggio, smontaggio e trasporto mostra sulle Foibe in collaborazione con il
Comitato X febbraio

12 PANNELLI 50X70 A TEMA (le foibe, le terre ed i personaggi di Istria, Fiume e Dalmazia)

-Allestimento, montaggio, smontaggio e trasporto mostra “Scatti d’Istria e Dalmazia”

44 FOTO A TEMA B/N FORMATO A4

CORSI DI ITALIANO PER CITTADINI STRANIERI

Anche quest'anno riaprono i nostri corsi gratuiti:

Per un'integrazione reale, per una cittadinanza consapevole, la nostra proposta:

Corsi di italiano per badanti e straniere che lavorano regolarmente in Italia.

Il corso:
- grammatica di base
- conversazione formale e informale
- la costituzione e le principali leggi italiane
- diritti e doveri nel contratto di lavoro

Comprendere per capire
Capire per comprendersi

martedì 10 novembre 2009

CONFERENZA 9 NOVEMBRE 2009: 20 ANNI DI LIBERTA' PER L'EUROPA

Lunedì 9 ore 21,00 conferenza "a 20 anni dalla caduta del Muro" in sala Maddalena con dott. Respinti e dott. Motta; modera il consigliere provinciale Rosario Mancino.

domenica 8 novembre 2009

Il sindaco Marco Mariani in visita al check point



Domenica 8 novembre alle ore 17,00 il sindaco Marco Mariani, insieme all'europarlamentare Carlo Fidanza, dopo aver visitato la Mostra sulla nascita e caduta del Muro ha scoperto la targa posta sul check point di piazza Trento e Trieste recante la scritta "9 novembre 1989 - 2009 vent'anni di libertà per l'Europa".

"Molto ha fatto l'Europa dalla caduta del muro ad oggi - ha riconosciuto l'on. Carlo Fidanza - ma molto deve ancora fare, senza dimenticare le proprie radici, che sono greco-romane e cristiane. Per questo in Europa e non solo ci batteremo contro la sentenza della Corte di Strasburgo che mortifica le tradizioni dell'Italia e dell'Europa tutta".

sabato 7 novembre 2009

IL CHECK POINT IN PIAZZA TRENTO E TRIESTE




In piazza Trento e Trieste l'associazione Arcadia ha costruito un Check-Point all'interno del quale è possibile visitare gratuitamente la Mostra "Il giorno della Libertà a vent'anni dalla caduta del Muro" che ripercorre la storia delle costruzione e della caduta del Muro della Vergogna eretto dal governo comunista della Germania dell'Est. "Il check-point - spiega Luca Riva, presidente dell'associazione Arcadia - vuole simbolicamente unire le due città, Monza e Berlino nel giorno della ricorrenza della caduta del Muro che divideva l'Europa". "Sono felice dell'iniziativa dell'Arcadia - dichiara il consigliere provinciale Rosario Mancino, presidente provinciale della Giovane Italia - è importante che le amministrazioni comunali, provinciali e regionali, secondo quanto previsto dalla legge 61 del 2005, si attivino per celebrare il Giorno della Libertà e far conoscere ai propri cittadini la storia combattuta da quanti hanno lottato per un'Europa libera e sicura".

Domenica 8 novembre in piazza Trento e Trieste il sindaco Mariani e il vicesindaco Meloro scopriranno una targa posta sul check-point, sulla quale si erge la scritta 9 NOVEMBRE 1989 - 2009 VENT'ANNI DI LIBERTA' PER L'EUROPA.

Lunedì 9 novembre alle ore 21,00 l'associazione Arcadia in sala Maddalena terrà la conferenza "Quali sfide per l'Europa a vent'anni dalla caduta del Muro". Tra gli ospiti il saggista Marco Respinti, lo storico Roberto Motta e Roberto Alboni,dell'associazione Fare Occidente.

mercoledì 28 ottobre 2009

9 novembre 1989 - 2009 20 anni di libertà per l'Europa




Alla c.a. Presidente della Provincia Dario Allevi

Gent.Le Presidente, come Lei ha sempre dato prova nella Sua attività amministrativa di sapere bene, l’art. 1 della Legge 15 aprile 2005, n. 61 recita: “La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre «Giorno della libertà», quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.

Sono trascorsi 20 anni da quel 9 novembre del 1989 quando, sotto lo sguardo attonito dei poliziotti dell’ex Repubblica Democratica Tedesca, migliaia di cittadini, animati da una irrefrenabile voglia di libertà, demolivano uno dei simboli più tragici d’Europa. Chi ha avuto modo di vivere quei giorni a Berlino, non potrà mai dimenticare quel muro che crolla. Immagini trasmesse da tutti i telegiornali che non scorderemo mai… immagini che ci accompagneranno per tutta la vita.


Per capire cosa sia stato il Muro di Berlino, è necessario tornare al Dopoguerra quando la Città venne divisa in due parti: la parte occidentale sotto l’influenza delle forze alleate e quella orientale sotto l’influenza dell’Unione Sovietica. Già sul finire degli anni Cinquanta, la distanza economica e di vivibilità tra le due Berlino diventò incolmabile, tanto da determinarne la fuga verso Ovest di migliaia di cittadini che risiedevano nella Germania dell’Est. Fu così che su ordine di Mosca, nella notte del 13 giugno del 1961, 40.000 tra militari e operai dell’ex D.D.R recintarono con il filo spinato il confine che divideva in due la Città. Dopo pochi giorni, al filo spinato fu affiancato il cemento. Le case vennero divise, intere famiglie separate, coppie di fidanzati spezzate.

Nell’estate del 1963, John F. Kennedy giunse a Berlino e, nelle vicinanze del Muro, pronunciò lo storico discorso che fece infiammare gli animi. Il passaggio conclusivo fu il seguente: “Tutti gli uomini liberi, dovunque essi vivano, sono cittadini di Berlino. E dunque io, come uomo libero, sono orgoglioso di affermare: ICH BIN EIN BERLINER.”

Il 9 novembre del 1989 è, dunque, per tutti i giovani europei una data simbolica, un momento storico che ha segnato la fine dell’oppressione sovietica sull’Europa e l’inizio di un sogno. Il sogno di costruire un’Europa fondata sui valori della libertà, del rispetto della persona e dell’identità dei popoli.

E’ a tutti quei martiri, vittime dell’oppressione sovietica, a tutti coloro che furono barbaramente uccisi nel disperato tentativo di fuggire alla ricerca della libertà che vogliamo dedicare questo video che Le doniamo.

Associazione Arcadia

venerdì 23 ottobre 2009

lunedì 14 settembre 2009

La nostra proposta per celebrare i 20 anni della caduta del muro di berlino


OLTRE IL MURO DELLA PAURA


COMMEMORAZIONE GIORNO DELLA LIBERTA’:

pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 95 del 26 aprile 2005


ART. 1.

1. La Repubblica italiana dichiara il 9 novembre «Giorno della libertà», quale ricorrenza dell'abbattimento del muro di Berlino, evento simbolo per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarismo.


2. In occasione del «Giorno della libertà», di cui al comma 1, vengono annualmente organizzati cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che illustrino il valore della democrazia e della libertà evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarismi passati e presenti.



IL PROGETTO 2009:

L’idea che muove il progetto di quest’anno è di commemorare i 20 anni trascorsi dalla caduta del Muro di Berlino unendo idealmente, tramite la riproduzione simbolica del Checkpoint Charlie, le celebrazioni di Monza a quelle della città di Berlino.


Per questo motivo, da domenica 01 novembre fino a lunedì 9 novembre nel cuore di Monza sarà riprodotto un Checkpoint Charlie che dividerà in due corso Italia. Lungo il Checkpoint sarà allestita la mostra storica che sensibilizzerà i cittadini “a passeggio” ad un momento di riflessione sul Giorno della libertà.


Durante la settimana una decina di ragazzi dell’associazione distribuirà materiale informativo e un opuscolo contenente la storia e le immagini più significative del Muro della vergogna e una lettera indirizzata ai cittadini dal sindaco e dall’assessore alla partita.


Il momento clou della manifestazione poi sarà quando il sindaco e le più importanti autorità cittadine, uscite dal comune con il testa il gonfalone della città si recheranno in corso Italia e “scopriranno” una targa posta sopra al Checkpoint recante la scritta 09 NOVEMBRE 1989- 2009, 20 ANNI DI LIBERTA’ PER L’EUROPA.


E’ inoltre previsto un momento di approfondimento con un Convegno storico con docenti universitari, presso la sala Maddalena.

domenica 6 settembre 2009

L'ARCADIA PER IL SOCIALE

L'associazione Arcadia parteciperà, Venerdì 11 settembre dalle 14.00 - alle 24.00 in Villa Reale, all'evento inserito nella manifestazione MONZAPIU':

"Settanta - Ottanta Voglia di Sociale"

Gazebo delle associazioni no profit di Monza e Brianza.

Musica ed esibizioni dal vivo con coinvolgimento del pubblico.

Evento a cura di MD Communication Musica ed esibizioni dal vivo con coinvolgimento del pubblico.

A seguire Dj-set anni '70-'80.

Evento a cura di MD Comunication e in collaborazione con l' Assessorato alla Famiglia e alle Politiche Sociali.

tutti i dettagli sull'evento sono sul sito :

http://www.monzapiu.it/node/107

venerdì 24 luglio 2009

ORIZZONTE DI VALORE - ASSEMBLEA GENERALE CIRCOLI NUOVA ITALIA - ORVIETO 24/25/26 LUGLIO

"DALLA CRISI GLOBALE AL NUOVO MODELLO DI SVILUPPO”



Manifestazione della Fondazione Nuova Italia il 24, 25 e 26 luglio ad Orvieto

Parteciperanno i ministri Tremonti, Maroni, Sacconi, La Russa, Ronchi, i sottosegretari Mantovano e Buonfiglio e il fondatore di Slow Food Petrini
Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, prenderà parte alla tre giorni di dibattiti organizzata dalla Fondazione Nuova Italia ad Orvieto.

L’evento, che si terrà il 24, 25 e 26 luglio ad Orvieto (Tr) presso il Palazzo del Capitano del Popolo, è intitolato “Orizzonte di valore. Dalla crisi globale al nuovo modello di sviluppo”.

Alla manifestazione prenderanno parte, tra gli altri, il ministro dell’Economia e delle Finanze, Giulio Tremonti; il ministro dell’Interno, Roberto Maroni; il ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi; il ministro della Difesa, Ignazio La Russa; il ministro per le Politiche Europee, Andrea Ronchi; il sottosegretario all’Interno, Alfredo Mantovano; il sottosegretario alla Politiche Agricole e Alimentari, Antonio Buonfiglio; il fondatore di Slow food, Carlo Petrini.

martedì 24 febbraio 2009

Associazione Arcadia premiata in Regione Lombardia


L'associazione Arcadia è felice di comunicare che un suo iscritto è stato premiato dalla Regione Lombardia per la realizzazione dell'opuscolo informativo "Foibe ed Esodo", per celebrare il Giorno del Ricordo.
L'associazione ringrazia il Comitato 10 febbraio per la collaborazione e l'on. Roberto Alboni, che da sempre si è battuto per la celebrazione della memoria degli esuli istriani e dalmati.

lunedì 5 gennaio 2009

10 febbraio: Giorno del Ricordo

10 FEBBRAIO: GIORNATA DEL RICORDO

….Non piangere per me. Non mi sono mai sentito così forte come in questa notte di attesa, che è l’ultima della mia vita. Tu sai che io muoio per l’Italia. Siamo migliaia di italiani, gettati nelle Foibe, trucidati e massacrati, deportati in Croazia, falciati giornalmente dall’odio, dalla fame, dalle malattie, sgozzati iniquamente. Aprano gli occhi gli italiani e puntino i loro sguardi verso questa martoriata terra istriana che è e sarà italiana…..

(Anonimo italiano)

COMMEMORAZIONE GIORNATA DEL RICORDO:

Legge 30 marzo 2004, n.92

Istituzione del «Giorno del ricordo» in memoria delle vittime delle foibe, dell'esodo giuliano-dalmata, delle vicende del confine orientale e concessione di un riconoscimento ai congiunti degli infoibati.

Richiedi via mail l'opuscolo per la commemorazione dei martiri delle foibe e dell'esodo d'Istria, Fiume e Dalmazia.